Giuseppe Zerbo e il pianoforte della Montanina

Gente di Velo d'Astico - 25 Aprile 2019

♫ La musica è un mistero che fa esplodere passioni,
fa risorger nostalgie e può calmare gli animi.

La vita è un pianoforte con momenti in bianco e nero,
ma qualunque sia la strada va percorsa per intero… ♪

Velo d’Astico ha un potere di cui forse non ci rendiamo conto, una dote nascosta che fa innamorare di sé chiunque passi per il paese.

Lo testimoniano i numerosi messaggi che ricevo su Facebook. Lo riferiscono anche i numeri: solo il 10% di chi segue Love Velo d’Astico abita effettivamente a Velo d’Astico. Infine ce lo raccontano le persone, quelle che un po’ per caso si sono ritrovate a camminare per le nostre strade.

Giuseppe Zerbo è uno di questi, un ex Manager veneziano che ha deciso di mettere in musica le sue emozioni. Questa è la sua storia.

Steinway & Romano, storia di un’incontenibile emozione

Una scoperta venuta alla luce per una coincidenza e per l’amicizia nata tra Bepi Zerbo e Giorgio Crestanello, che ha avuto il piacere di ascoltare il brano nello studio di registrazione di Zerbo e ne è rimasto colpito e ispirato.

Solo così si è saputo che anche lui, il compositore e cantante di Noale (Ve), aveva avuto l’occasione di visitare Velo d’Astico.

Queste sono le sue parole:

Anni fa ero ospite di una coppia di amici musicisti, entrambi pianisti, concertisti internazionali e docenti al conservatorio di Padova e Vicenza. Dopo un pomeriggio trascorso a parlare di cibo, territorio e naturalmente di musica, mi chiesero se volessi vedere un “monumento” molto importante, a loro molto caro. Un brevissimo tratto in macchina ed entrammo nel giardino di una grande villa dei primi novecento che mi spiegarono essere appartenuta allo scrittore Antonio Fogazzaro. La villa era circondata da un fitto bosco di pini ed alberi secolari ed emanava un fascino che solo luoghi carichi di storia sono in grado di  raccontare al primo impatto visivo. Eravamo a Villa “La Montanina”  in Velo d’Astico.

Non mi soffermo a raccontare altri particolari perché dopo tanti anni, la memoria, quando racconti sensazioni estremamente positive, rischia di romanzare i ricordi, enfatizzandoli, portandoli oltre il reale. Di certo eravamo in un luogo “magico”!

In un salone molto grande, quello che probabilmente era adibito a salone delle feste, sistemato sopra una pedana in legno, c’era un grandissimo pianoforte, coperto e sapientemente protetto. Romano, con una amorevole attenzione, lo liberò e ne uscì un pianoforte gran coda Steinway. Uno strumento meraviglioso, perfettamente conservato, appartenuto in passato alla Regina Giovanna di Savoia, Regina di Bulgaria negli anni ’30 .

Su quel piano suonarono i più grandi pianisti del ‘900, da Horowitz, Rubinstein a Benedetti Michelangeli. Strumento che, se avesse avuto il dono della parola, avrebbe potuto raccontare storie infinite di amori e passioni, alleanze e tradimenti sia di cuore che politici. Io ero lì davanti a quel “monumento”, completamente inebriato.

Romano mi invitava a provarlo, ma era tale l’emozione e il rispetto reverenziale verso quel pianoforte pieno di vita e di arte, che a malapena riuscii a sfiorarne i tasti.

Lo suonò brevemente Romano, facendolo esplodere in tutta la sua bellezza e travolgente  sonorità.

Per anni mi portai dentro questa straripante emozione, che periodicamente riemergeva, tanto che a un certo punto provai a trasferirla in melodia… ed è così che è nato il brano “Steinway & Romano”.

Riserverò sempre un pensiero di gratitudine a questi Amici che mi hanno accompagnato in questa meravigliosa esperienza. Non racconterò nei particolari il fortissimo e indissolubile legame che unisce Romano a questo pianoforte perché è parte di una storia privata che appartiene solo a lui, ma se è vero che le personali emozioni possono essere trasferite e condivise, posso sicuramente dire che una di molto importante io l’ho raccolta e gelosamente la conservo.

La voce calda di Bepi Zerbo, accompagnata dalla melodia nostalgica, ci accompagna in un viaggio di ricordi ed emozioni. Sembra davvero di essere accanto a lui quel giorno di tanti anni fa.

Per piacere e per passione

Questa esperienza trasferita in musica, di un incontro che ha legato l’anima a un luogo, mi ha fatto riflettere molto.

Mi sono riconosciuta nelle emozioni di Zerbo e nella voglia di condividerle con gli altri. Questo è il motivo per cui ho aperto il blog e creato Love Velo d’Astico. La bellezza dei nostri monti, l’aria fogazzariana che si respira per strada, i ricordi dei conti Velo, gli itinerari immersi nel verde, la musica e la cultura che qui hanno culla… sono tutti elementi capaci di appassionare e far innamorare di Velo d’Astico.

Penso a chi mi ha scritto che vorrebbe tornare perché qui passava le ferie da bambino, a chi mi ha contattata dal Brasile perché la nonna racconta solo meraviglie del nostro paese e a chi torna regolarmente ogni anno per passare le ferie.

Esperienze che rimangono nel cuore e che spingono a raccontarle di persona, in musica o sui social.

“Per piacere e per passione” è il titolo del cd di Bepi Zerbo uscito nel 2017. Ogni brano, scritto e composto da lui, racconta parte della sua storia personale. Una storia simile alle nostre, simile alla mia che di Velo mi sono innamorata pur abitandoci da neanche due anni.

Sono sicura che molti, tra di voi, potrebbero altrettanto testimoniare di essere profondamente legati a un’esperienza vissuta nel nostro paese. Un luogo in cui amo vivere, in cui mi sento a casa e che continuo a divulgare tramite Love Velo d’Astico. Per piacere e per passione.


Le foto relative a Giuseppe Zerbo e al suo cd sono di sua proprietà.

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