La cappella gentilizia dei conti Velo

Luoghi - 23 agosto 2017

cappella gentilizia dei conti Velo
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La cappella gentilizia dei conti Velo si trova nel centro di Velo d’Astico, nascosta da un ambiente naturale che quasi la protegge. Proprio per questo non l’avevo mai notata, almeno finché non ho deciso di andare a vedere da vicino la villa adiacente. La stradina da imboccare è una laterale di via Scarpa.

cappella gentilizia dei conti velo

La strada privata che porta alla cappella gentilizia dei conti Velo

“Voglio e comando, che seguita la mia morte i Signori miei Commisarij delli denari […] facciano costruire, e frabricare una Chiesolla honorevolissima sotto il titolo del Redentore.”

La storia della cappella gentilizia dei conti Velo

La cappella gentilizia venne richiesta da Girolamo Velo nel 1685, ma fu realizzata solo nei primi anni del ‘700. Le idee erano ben chiare: il conte desiderava una pala d’altare rappresentante il Cristo Redentore portante la croce. Inoltre, così come dettato al dottor Cesare Vigna, dovevano essere presenti le immagini della Beata Vergine Maria e dei santi Iseppo, Girolamo, Domenico, Francesco, Antonio di Padova e Pietro dell’Alcantara.

I quarelli e i copi erano già decisi e pronti nella sua fornasa di Villaverla. Il materiale per altare, porte e finestre era a libera scelta. L’importante era che fossero belle e commode alla fabrica. Era previsto anche un sostegno economico di 72 ducati all’anno.

L’11 maggio 1704, Girolamo figlio di Gio. Battista (nipote del conte) chiese finalmente la licenza di fabricare una Chiesa nella Villa di Velo nel sito del Capitello dell’Horto dell’Illustrissimo Sig.r Co: Gio. Battista Velo in adempimento della pia dispositione del Sig.r Co: Girolamo suo Zio. La conferma arrivò, ma su quel terreno era già presente un capitello che non poteva essere spostato.

Da uno scambio di lettere tra il vescovo Venier e l’arciprete Vanotti di Velo, con tanto di dichiarazione rilasciata da Francesco Chiocarelli Muraro in Piovene, emerge il timore di vedere il capitello andare distrutto durante lo spostamento. Si optò quindi per un cambio di progetto: la cappella del Redentore sarebbe stata costruita distante due o tre pertiche rispettando però i Sacri Canoni, le disposizione Apostoliche ed evitando un’eccessiva vicinanza con le acque del torrente.

Finalmente, il 16 maggio 1704, arrivò la licenza per fabricar un publico Oratorio da dedicarsi al s.r. Iddio sotto l’Invocation del Redentore sopra tereno di sua propria ragione contiguo all’horto della sua casa Dominicale, mentre la fabrica sia fatta in forma decorosa con una sol porta respiciente sopra la publica strada lontana.

cappella gentilizia dei conti velo

La cappella vista dall’ingresso di villa Velo

La cappella gentilizia dei conti Velo oggi

Piccola, immersa nel verde. La cappella del Redentore accoglie i visitatori di spalle, quasi come una sentinella posta a proteggere villa Velo. La pianta ottagonale ricorda un battistero. Nessun ornamento esterno ad eccezione delle finestre. La porta di accesso è sormontata da una lunetta attualmente vuota. Alcune differenze cromatiche fanno pensare che una volta dovesse essere dipinta esternamente.

L’ingresso è chiuso, quindi in realtà non c’è molto da vedere. Ma forse per la posizione isolata, forse per la prospettiva che si crea con la vicina Arcipretale, la cappella gentilizia dei conti Velo trasmette un senso di tranquillità tipica dei luoghi ricchi di storia.

cappella del redentore velo d'astico

Facciata della cappella del Redentore

cappella del redentore velo d'astico

Portale d’accesso

La mia avventura nei luoghi dei conti Velo non finisce qui, ho ancora molto da scoprire. Sicuramente passeggiare tra questi luoghi libera l’immaginazione. Chissà come vivevano a quel tempo, chissà come Antonio Fogazzaro percepiva questo posto per decidere di raccontarlo nel suo libro.

Più di una semplice chiesetta di famiglia, la cappella del Redentore è da ammirare e rimirare.

cappella gentiliza dei conti velo

Differenze cromatiche sulla facciata

Aggiornamento del 16 agosto 2018:
Grazie a Nadio Iris Cuman (via Facebook), che ha trovato la chiesetta aperta durante una passeggiata, possiamo vedere l’interno della chiesetta. Un pensiero a sua madre che d’estate andava lì a messa.

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