Palazzina Fraccaroli, il Castello degli Spiriti di Piovene Rocchette

Dintorni - 13 aprile 2018

Palazzino Fraccaroli
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Distanza da Velo d'Astico: 7,8 km / 12 minuti secondo Google Maps.

L’ho notata per la prima volta qualche anno fa, quando casualmente ho attraversato il centro di Piovene Rocchette in auto. Guardavo affascinata gli edifici situati lungo via della Libertà finché non ho visto lei: la Palazzina Fraccaroli.

Mi ha colpito subito l’architettura quasi fuori contesto, come se il tempo si fosse improvvisamente fermato. Rovine avvolte da piante infestanti circondate da un giardino curato. Non potevo non indagare.

La storia della Palazzina Fraccaroli

La vicenda inizia nell’edificio accanto, nella cinquecentesca Villa Verlato di proprietà dell’omonima famiglia, quando l’erede Lucia sposa un nobile Fraccaroli. Dalla loro unione nascerà anche Paolina Carlotta, la figlia per cui i genitori decideranno di far costruire la Palazzina Fraccaroli.

È il 1853 e per il progetto viene chiamato l’illustre Antonio Caregaro Negrin. Paolina Carlotta Fraccaroli si era sposata con Francesco Dalla Negra e il palazzo sarebbe dovuto diventare la loro nuova dimora, se non fosse che quello stesso anno partorì ad Arzignano, dove il marito possedeva dei terreni.

L’edificio venne completato solo parzialmente e probabilmente il piano terra era abitabile, ma nessuno ci visse per diverso tempo. Quasi sicuramente Paolina Carlotta si trasferì prima ad Arzignano e poi, secondo lo storico Giovanni Mantese, a Vienna. Un’informazione certa viene dal romanziere Jacopo Cabianca, che nel 1855 descrisse il “fantastico palazzino di Madama Fraccaroli – Dalla Negra a Piovene” sottolineando come “in queste sue invenzioni svolse il Negrin felicemente diversi assunti architettonici e seppe all’eleganza ed all’effetto delle facciate unire la comoda distribuzione dell’interno.

Per ulteriori informazioni sull’architettura vi rimando all’ottimo articolo di Accogliamo le Idee.

La palazzina ebbe diversi proprietari, ma durante la prima guerra mondiale venne bombardata e l’ala sinistra fu distrutta.

Il resto è leggenda. Letteralmente.

La leggenda del Castello degli Spiriti

Cosa potrà mai nascondere un rudere dimenticato dal tempo?

Secondo la leggenda, il proprietario commissionò il palazzo per svolgervi i suoi studi di magia nera. Durante la costruzione, però, una bambina morì colpita da una trave e da allora il suo spirito vive ancora in quell’edificio senza trovare pace.

Secondo altre fonti, invece, l’idea di trasformare l’edificio in un luogo consacrato alle arti oscure venne bloccata dalla moglie. Fraccaroli fu quindi costretto a chiedere all’architetto di aggiungere dei talismani per proteggere la casa dagli spiriti malvagi che lo seguivano. Alcuni di questi portafortuna sarebbero le mensole di pietra rette da figure grottesche, che in realtà sono solo dei contrafforti inseriti con lo scopo di sostenere e rinforzare le pareti.

La storia degli amuleti visibili che proteggono la casa non è nuova e qui potete leggere di altri esempi a Venezia e Padova.

La Palazzina Fraccaroli oggi

Oggi la palazzina appare bellissima, nonostante tutto, e immersa in quello che sarebbe dovuto essere un giardino incantevole. Le torrette laterali e i numerosi archi donano alla facciata una sembianza regale, maestosa.

La proprietà è chiusa da un cancello aggiunto a posteriori, sicuramente un deterrente per tutti coloro che aspettavano la notte per girare tra le stanze in cerca di fantasmi o di muri da scarabocchiare. È comunque visitabile con Google Street View.

Palazzo Fraccaroli

Foto di Davide Cecchellero su Google Street View

Non so di chi sia oggi la Palazzina Fraccaroli e non so perché negli anni nessuno si sia preso l’impegno di completarla o ristrutturarla. Fortunatamente però c’è chi se ne preoccupa e nel 2016 è stata inserita tra i Luoghi del Cuore del FAI.

Della dimora ne parla anche Pamela Lampedecchia nel libro I misteri d’Italia.

Come arrivare alla Palazzina Fraccaroli

La Palazzina Fraccaroli si trova in via della Liberta, 219 a Piovene Rocchette. Si incontra sulla destra, scendendo la strada in direzione Santorso, e la si intravede lungo via Trento all’altezza di via Filzi.

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2 commenti

  • Renzo Priante 14 aprile 2018 at 6:19

    La “foto di Davide Cecchellero su Google Street view” non può riguardare palazzo Fraccaroli dato che, come si vede dalle altre foto, l’interno di palazzo Fraccaroli è invaso dalle piante che vi crescono alte. Non riguarda neppure la vicina Villa Verlato, che segnalo la vs. attenzione. Cos’è oggi palazzo Fraccaroli? È un rudere, un palazzo mai finito dal lontano 1853. Per un periodo ebbe un tetto e fu parzialmente abitato. Tuttavia non fu mai finito ed è stupefacente la robustezza di quel palazzo che non è ancora crollato.
    Renzo Priante

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    • Martina 14 aprile 2018 at 8:20

      Ciao Renato,
      la foto di Davide Cecchellero è uno screenshot di quanto si può vedere su Google Street View cliccando sul link che ho inserito. È stata scattata nell’aprile del 2016 e mostra chiaramente tutti gli alberi e le piante a cui ti riferisci. Quella stanza in particolare, però, ha solo qualche ramo che scende da un buco nel tetto. Suppongo che si trovi nell’ala destra (stanza squadrata con tetto e due finestre), ma potrei sbagliarmi.
      Grazie comunque per tutte le informazioni che mi hai fornito, Palazzo Fraccaroli ha una storia interessante che merita di essere conosciuta. Antonio Caregaro Negrin era straordinario, lo testimonia il retaggio che ci ha lasciato.

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