Al castello di Velo d’Astico

Luoghi - 18 novembre 2016

castello di velo d'astico

Appresso la moderna chiesa parrocchiale evvi un colle composto di pietra nera vulcanica appartenente a casa Velo, sopra il quale esieteva anticamente il castelle de’ nobili Veli, di cui ancora vi sono alcuni piccoli vestigi. Tra i castello che anticamente soleva avere il territorio vicentino viene annoverato dal Marzari anche Velo. Scrive il Pagliarino che il castello di Velo fu, uno di quelli che dagl’Imperadori, e Re de’ Romani furono donati ai Vescovi Vicentini.

Così Gateano Maccà (1740-1824) descrive il luogo in cui ancora oggi è possibile vedere quel che rimane del castello di Velo d’Astico.

Un po’ di storia

Secondo alcune informazioni, il castello di Velo d’Astico nacque in epoca preistorica come presidio dei castellieri. La posizione elevata dell’insediamento serviva per mantenere un contatto visivo con Meda pur rimanendo nascosto a chi non era ancora entrato nella valle. Dal momento che il terreno della zona non si prestava a essere coltivato, i popoli si dedicavano alla pastorizia lavorando il pelo degli animali. Da qui appunto villus → Velo.

Il castello, così come ce lo racconta il Maccà, venne costruito durante l’invasione degli Ungheri per riunire e proteggere le popolazioni. Nel 1184, sempre secondo lo storico vicentino, Viviano figlio di Tomaso de Vello si ritrovò a restaurare il castello danneggiato dalla guerra.

La famiglia dei Conti Velo era molto importante e già dall’inizio del 1200 apparivano nella classe nobiliare dei Castellani. Il loro dominio si estendeva su tutta l’alta Valle dell’Astico e la Val Posina. Copriva le montagne intorno, l’altopiano di Tonezza e poi su fino a Lavarone e Folgaria.

La grande distruzione del castello di Velo d’Astico, secondo il Pagliarino – storico vicentino del quattrocento, risale al 1288. Se l’informazione è corretta, l’ultimo proprietario fu Olderico di Velo.

castello di velo d'astico

Il castello di Velo d’Astico prima del restauro. (fonte www.archivio.vajenti.com)

Oh che bel castello marcondiro ndiro ndello

Una curiosità che arriva direttamente dal Maccà (“e se lo dice lui”cit. il mio fidanzato):

Di sotto la chiesa parrocchiale moderna quasi un miglior verso S. Giorgio v’è un altro colle chiamato Pion, già da tempo di casa Velo, ora di casa Caldogno, sopra il quale mirasi alcuni pezzi di muraglie antiche, ma raso a terra, e dicesi che ivi pure eravi anticamente un castello. Io andai ad osservare questo colle, e per quando ho veduto dai segni de’ muri ho compreso, che sopra quel colle esistevano, non uno, ma due castelli, o fortezze con poco tratto di terreno separate l’una dall’altra, una delle quali però era più grande dell’altra.

castello di velo d'astico

Il castello di Velo d’Astico visto da via Villa di Sotto

Il castello di Velo d’Astico oggi

Nonostante il suo utilizzo durante le due guerre mondiali, il castello rimase abbandonato a sé stesso per diversi anni. Fu solo nel 1974 che Alberto Campolongo decise di contattare il Gruppo Alpini di Velo. Campolongo aveva acquistato la proprietà nel 1951 ed era deciso a donarla perché venisse trasformata in un luogo sacro ai Caduti di tutte le guerre. Suo fratello era infatti morto in Africa.

Dopo il passaggio di proprietà, lo studio del progetto venne affidato all’architetto Pietro Marconi. Nel 1975 venne eletto il Comitato per il restauro del castello di Velo, con Gildo Ceribella presidente. Sabato dopo sabato, nel tempo libero, gli alpini si diedero da fare: resero sicura la strada di accesso e caricarono il materiale di cui avrebbero avuto bisogno.

La scalinata, restaurata nel 2015, che porta al castello passando accanto alla chiesa

2.750 ore lavorative a costo zero. 74 volontari, per la maggior parte alpini. Un capolavoro di sacrificio ed entusiasmo!

Per trasformare il castello in luogo sacro vennero inserite delle lapidi. Inoltre, lungo il sentiero, venne aggiunto il Calvario degli Alpini: 19 stazioni per ricordare i luoghi in cui caddero le penne nere.

castello di velo d'astico

Il Calvario degli Alpini

Le prime stazioni del Calvario degli Alpini

L’interno del castello di Velo d’Astico

All’interno della torre vennero posizionati alcuni oggetti, tra cui il cappello emblema degli alpini, un cartiglio in rame a ricordo dei caduti, un dipinto di Gemmo Lanfranco di Thiene e il busto ligneo della Madonnina Mutila (recita la targa: “Madonna Mutila, venerata fin dal 1812 nella chiesa di Velo, raccolta da Don Innocente Stella tra le macerie della guerra 1915-18, affidata da Don Bevilacqua a Isetta Dal Bianco che in questo sacrario la volle regina di pace.”)

castello di velo d'astico

L’interno del castello

Ai ruderi antichi del Castello di Velo, donatoci da un alpino, a questo forte baluardo restaurato da noi alpini di Velo, simbolo di ciò che il tempo non riesce a logorare, di ciò che non muore, abbiamo affidato il compito di testimoniare il sacrificio dei nostri eroi perché nel tempo il loro ricordo resti un monito, un auspicio, uno sprone di civili virtù per le future generazioni della nostra vallata. (G. C.)

castello di velo d'astico

Come arrivare al castello di Velo d’Astico

È possibile arrivare in auto fino all’arcipretale di Velo. Da lì si salgono le scalinate della chiesa e si prosegue seguendo le indicazioni. Il sentiero è facilmente percorribile. Il panorama dall’alto è spettacolare.

castello di velo d'astico

Le scale che partono dal piazzale della chiesa

villa velo d'astico

Vista su Villa Velo

castello di velo d'astico

Sotto al Calvario degli Alpini

castello di velo d'astico

Salendo lungo il colle

Velo d'Astico

Veduta su Velo d’Astico con, sullo sfondo, il castello di Meda

castello di velo d'astico

Davanti al castello, sotto l’aquila, una lapide del cimitero militare provvisorio della zona di Velo

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1 commento

  • Scoprendo il castello di Meda - Love Velo d'Astico 13 marzo 2017 at 12:40

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